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Una storia che parte nel 1953

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Capire il passato, comprendere il tessuto economico, sociale, urbanistico del proprio quartiere. Per chi per anni ha lottato e sperato in un quartiere migliore (“Marconi merita di più” è stato il motivo portante degli indomabili del circolo PD Marconi) questo vecchio articolo del 1957, apparso su L’Unità del 8 gennaio, rappresenta l’incipit di una storia che dura ancora, da 70 anni nel quartiere.
Di seguito la pagina de l’Unità e il testo riportato in chiaro.

ARTICOLO L’UNITÀ 8 GENNAIO 1957

UNA SEZIONE DOVE LA VECCHIA ROMA SI INNESTA NELLA NUOVA

Le nuove tessere di Porto Fluviale

La via italiana al socialismo e il legame tra la teoria e la pratica – Dalle baracche ai nuovi quartieri residenziali, dalla Purfina alla stazione di Trastevere – Il tesseramento familiare – I giovani al lavoro

«Riprendere la tessera del Partito — ci dice il giovane compagno Mario Mancini, della sezione romana di Porto fluviale — è per me un atto abbastanza naturale. Se c’è una differenza, tra quest’anno e gli altri, non è però soltanto nel fatto che sento di avere più esperienza. Non voglio nascondere che, prima del XX Congresso del PCUS e prima del nostro VIII Congresso, avvertivo un certo distacco, come una frattura tra la nostra ideologia e la nostra attività concreta. Adesso vedo le cose più chiare, vedo il legame tra la teoria e la pratica, nelle nostre tesi sulla via italiana al socialismo».

Non tutti i compagni che ci circondano, mentre parliamo, saprebbero spiegare con altrettanta sicurezza il sentimento particolare con cui rinnovano quest’anno la loro adesione al Partito: mesi e mesi di discussioni non sono però passati inutilmente per nessuno, e il semplice atto di fede, o l’istinto di classe, si sono arricchiti di nuove ragioni, c’è stato un salto generale delle coscienze. Il giovane barista Vittorio Cioffari di 20 anni era fino a qualche settimana fa ancora indeciso se ritesserarsi o no; gli avvenimenti ungheresi lo avevano scosso profonda niente.

La prima spinta a riflettere può presentarsi come una crisi, in chi agiva fino a quel momento soprattutto per uno slancio spontaneo. Il compagno Cioffari ha discusso, ha partecipato a riunioni e dibattiti.

«Ora so meglio di prima perché la causa del partito è giusta – ci dice – perciò ho preso la tessera».

Il periodo duro, l’assalto in forze di un avversario che non trascura mezzi per seminare la confusione, sembrano avere stimolato i compagni a chiarirsi le. idee, a cercare il fondo delle cose. «Io mi spiego – dice il compagno Tullio Agelli, operaio specializzato – che le tesi sulla via italiana al socialismo possano aver provocato qualche sbandamento, e perfino delle dimissioni: la prospettiva di lotte lunghe può anche scoraggiare dei compagni che, magari senza saperlo, contarono su un rapido balzo rivoluzionario. Insomma, può venir fuori dell’opportunismo, da principio. Ma io, come operaio, non ho nulla da perdere. E non vedo altra via per andare avanti».

Le basi di una maggiore chiarezza sono state gettate per tutta la classe operata. Compagni che si erano allontanati dal Partito gli si riavvicinano: per esempio il compagno Franco Mancini, di questa stessa sezione in cui ci troviamo, che per due anni non aveva rinnovato la tessera. Chiarezza, anche nelle cifre: i compagni della cellula Campo Buozzi, quasi tutti edili, hanno completato il loro tesseramento, reclutando anche nuovi iscritti, tra cui Brusca Antonio, di quarantanove anni, e suo figlio di venti, completo è il tesseramento alla Purfina, completo quello degli operai del deposito locomotive di Roma Trastevere.  Circa il 70 per cento dei 550 comunisti della sezione è già ritesserato: sera per sera la percentuale aumenta rapidamente. Il controllo, in sezione, è quotidiano: negli elenchi degli iscritti, sera per sera, molti nomi passano dalla colonna dei ritardatari a quella dei tesserati. Non è un lavoro burocratico, non è una operazione meccanica: si tratta, al contrario, di avvicinare uomini e donne, di entrare in ambienti molto diversi l’uno dall’altro, di verificare e consolidare il legame fra la sezione ed il quartiere.

La sezione è giovanissima: si intitola al 7 Giugno, e appunto dopo tale data, nel ’53, è sorta per divisione dalla sezione Gianicolense, ed ha fissato la propria sede nel cuore di un quartiere altrettanto giovane, nato per tre quinti negli ultimissimi anni, in seguito al notevolissimo sviluppo edilizio di viale Marconi, di via Oderisi da Gubbio, di piazza della Radio.

La sezione, per la verità. abbraccia un territorio assai più vasto di quello investito dalle nuove costruzioni e comprende, dal viale di Trastevere al Ponte Bianco, dal Tevere fino al ponte della Magliana allo stabilimento della Purfina, un paesaggio assai complesso: le vecchie strade e piazze clic stanno attorno al celebre mercato di Porta Portese, il villaggio dei gasisti, le baracche del Campo Buozzi, quelle del lungotevere Pietra Papa, le nuovissime e civilissime abitazioni dei nuovi viali lungo i quali l’abitato cittadino corre verso la zona dell’EUR verso il mare.

È uno dei polmoni di Roma, un polmone in piena espansione, tumultuoso,in parte informe, in parte ancora un grande cantiere in costruzione: è uno dei punti nodali in cui la vecchia Roma (e qui la vecchia Roma è Trastevere) si innesta nella nuova, in cui le trasformazioni sono più rapide.

Questa varietà e complessità si specchiano nella struttura stessa della sezione: qua una cellula di manovali, di diseredati, di recenti immigrati, venuti dal Sud con la loro miseria e la loro disperata volontà di costruirsi una vita; qua un’altra in cui si riflette il tradizionale ambiente popolare romano: artigiani, salariati, lavoratori semiindipendenti,gente di risorse modeste; e qua una terza, invece, che lavora in un viale nuovo di zecca, abitato da professionisti, impiegati, la tipica popolazione dei quartieri residenziali, eterogenea e poco amalgamata. Ci sono i problemi generali di un quartiere che nasce: i trasporti ei servizi insufficienti, la mancanza di farmacie e di uffici postali, la distanza dei luoghi di ritrovo e di divertimento, dei cinematografi, ecc. Mancava, fino a poco fa, anche la chiesa. Ma la sezione del Partito è arrivata prima. E ci sono i problemi dei diversi gruppi sociali: da quelli sindacali delle aziende, presenti in buon numero. a quelli dei «baraccati» che vogliono uscire dalla loro prigione di lamiera e di rottami. È in questa Roma così viva, in pieno sviluppo, tra cento contraddizioni, che la sezione comunista «7 Giugno» lavora, per svilupparsi con il quartiere, per diventare una cosa sola con i suoi viali che avanzano e le nuove case che sorgono: ed è sulla base di questo stretto legame con l’ambiente che si sviluppa il dibattito politico, di cui il tesseramento è un’occasione.

Tra le novità del tesseramento di quest’anno i compagni fanno rilevare anche una maggiore intensità del tesseramento familiare. Nella cellula di Santa Passera, per esempio, i primi cinque nuovi reclutati sono la moglie di un compagno, la sorella di un altro, il figlio ed il nipote di un terzo. Molti anche sono i reclutati tra i giovani, e ciò viene spiegato con l’esistenza di un Comitato direttivo, eletto al recente congresso, composto quasi tutto di giovani. Nella cellula Magliana i reclutati sono, fino a questo momento, tre: la moglie ed il figlio di un compagno, la moglie di un secondo.

Dimissioni? Un solo caso, di un compagno che ha scritto una lettera alla sezione per dire che non potrà più riprendere la tessera, perché non si sente di poter dare un’attività continuativa. Lavora in un istituto religioso: forse teme di perdere questo posto, prezioso in una Roma che ne è avarissima. Nessuno ha del risentimento verso di lui. Nella locale organizzazione della F.G.C.I. il numero dei reclutati e quello dei vecchi tesserati si uguagliano: la fluttuazione degli iscritti, nelle file giovanili, è abbastanza naturale. La forza complessiva si mantiene. Con una maggiore iniziativa, probabilmente, potrebbe accrescersi. (G.R.)

Qualche mia annotazione
Quella che avete letto è una chicca in preparazione dei 70 anni di Porto Fluviale Marconi… La sezione opera dal 1953 e nei locali si sono avvicendati i partiti politici della sinistra, nelle sue forme originarie ed evolutive (PCI-PDS-DS-PD). Spulciando nell’archivio elettronico de l’Unità, con Carla, siamo riusciti a trovare un primo riferimento datato 17/12/1953: “Conversazioni popolari nelle sezioni del P.C.I.” con Rosario Bentivegna presente nella sezione Porto Fluviale. In aggiunta, nell’articolo del gennaio 1957 ci trovate la composizione sociale del nuovo quartiere che nasce, la storia della sezione e del suo nome originario “7 giugno”, in onore dell’aumento di voti alle elezioni politiche del 1953, l’ampiezza del territorio di riferimento. Chi avesse documenti, foto e ricordi di Porto Fluviale nei diversi anni può inviare una email al circolo
circolopdmarconi
at gmail.com
Il Campo Buozzi faceva presumibilmente riferimento all’area intorno al campo sportivo che si trovava all’altezza attuale di Viale Trastevere 220-226 (fonte sito www.rerumromanarum.com/2020/05/campo-buozzi.html)

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