Costruire ponti, non divisioni

“Senza le Api in agricoltura non ci sarebbero raccolti degni di questo nome” afferma perentorio chi il mestiere di apicoltore lo fa con passione, conosce a fondo lo splendido insetto e si attiene ai dettami della Natura. Traducendo: “Senza Api non ci sarebbe agricoltura”.

Ma c’è chi poco amante delle api risponde piccato: “Se gli agricoltori non piantassero i semi, le piante non crescerebbero”. È così che nascono le querelle e spesso non si trovano punti d’incontro. È chiaro che non bisogna sottovalutare il ruolo degli agricoltori, ma i prati, pascolo elettivo
delle api, esprimono le loro fioriture al di là dell’agricoltura; ma come diciamo a pagina 60 della Rivista di aprile che state leggendo le api e gli impollinatori sono un esempio da cui imparare “Certo che sì, e ci sembra un bel Manifesto per Api, Apicoltori, Agricoltori e Ambiente.

La morale? Occorre gettare ‘Ponti’ non costruire ‘Divisioni’. Paladini della biodiversità e sentinelle dell’inquinamento, questi piccoli insetti sono un esempio da cui imparare. Le api recano importanti benefici e servizi ecologici per la società. Con l’impollinazione le api svolgono una funzione
strategica per la conservazione della flora, contribuendo al miglioramento e al mantenimento della biodiversità”.

L’editoriale a firma Massimo Ilari, Enrico Pasini è stato pubblicato su Apinsieme, Aprile 2025. Qui di seguito la versione integrale in pdf. Vuoi sostenere Apinsieme? Abbonati

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